Verzini o involtini di verza

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Verzini o involtini di verza

verzini

Verzini come piatto interculturale; abbiamo cenni storici e riferimenti geografici sparsi per le origini dei verzini.

Come ho sempre avuto modo di dire a tutti, la maggior parte della cucina reggiana deriva da una forte influenza ebraica.
Troviamo infatti cenni dei verzini qui:

Simchàt Torà

Al termine della festa di Sukkòt, troviamo questa festa che segna la fine e l’inizio del ciclo annuale della lettura della Torà.

Questo piatto, che simboleggia come evidente i rotoli della Torà, ha origine ashkenazita in parte ed in parte italiana, forse ferrarese.
Ancora meglio, i verzini si trovano poi in molte culture dell’est europa, come piatti basilari. Romania, Grecia, Albania.

Con la verza si cucina anche la Casoeula, ricetta tipica Lombarda.

I verzini, Sinonimo Verzin, ovvero salamella fresca.

Sono salamini a filze da tre pezzi della lunghezza di 5-6 cm. Il gusto è dolce di carne speziata, la consistenza morbida, il colore rosa chiaro.
Si utilizzano in gastronomia per la Casseoula con le verze; come secondo piatto, tra i più richiesti, il piatto di costine e verzini con le verze.


Involtini di verza

Ingredienti

16 foglie, in questo caso verza verde, che di solito si sfoglia bene e ha foglie non giganti
350 g di macinato di carne misto
150 g di salsiccia
un uovo grande
4 cucchiai di parmigiano-reggiano grattugiato
4 cucchiai di pangrattato
olio evo
prezzemolo tritato
un pezzettino di spicchio di aglio tritato
sale, pepe
una cipolla tritata
qualche pomodorino tagliato a metà o un pomodoro grande tagliato a cubetti


Preparazione

Lavate le foglie di verza e, senza sgocciolarle, cuocetele per 4-5 minuti nel microonde.
Potete anche sbollentarle in acqua o cuocerle a vapore.
Stendetele su un canovaccio ad asciugare e intanto preparate il ripieno.
Mescolate tutti gli ingredienti, prima con la forchetta e poi con le mani, ottenendo un imposto omogeneo.
Se, come me, non avete occhio per le dimensioni, dividete la vostra palla a metà, poi ogni metà in due e ancora in due. Sarete riusciti a ottenere 16 polpette quasi uguali.
Avvolgete ogni polpetta in una foglia, chiudendola a pacchetto.
Di solito non serve il filo per tenere chiusi gli involtini.

Mettete qualche cucchiaio di olio in un tegame di misura adeguata, unite la cipolla, il pomodoro e gli involtini.
Salate e pepate un poco e mettete sul fuoco, coperto, facendo cuocere a fiamma bassissima per almeno un’ora o anche più. Più è lunga la cottura e più il ripieno risulterà compatto.
Controllate ogni tanto che non si asciughi troppo e che la cipolla non scurisca.
Eventualmente bagnate con qualche cucchiaio di acqua calda.

Note:
Questi involtini sono buoni caldi, ma sono buonissimi anche freddi.